Perdonanza 2008: presentazione
L'Amministrazione Comunale
La
Porta Santa si apre al mondo,
nel segno della “convivialità delle differenze”. Questo il messaggio, forte
e innovativo, della passata edizione della Perdonanza Celestiniana.
Proseguendo questo percorso ideale alla riscoperta del messaggio celestiniano
nel suo significato di amore, comprensione, riconciliazione tra i popoli, il
tema portante di questa edizione è il rapporto tra
“Giustizia e Perdono”.
“
Non c'è pace senza giustizia - diceva Papa Giovani Paolo II -
non
c'è giustizia senza perdono”.
Giustizia e perdono, dunque, come concetti calati nelle lacerazioni del nostro
quotidiano, quello individuale e quello collettivo.
Gli esempi dell'India e di alcuni Stati africani, mondi apparentemente lontani
eppure vicinissimi a noi, al nostro presente e alle nostre radici, sono stati
scelti per approfondire i temi del perdono e della giustizia in realtà che
vivono quotidianamente la difficile convivenza tra conflitti sociali, etnici,
religiosi, la ricerca di una pacificazione difficile ma necessaria in quanto
unica arma contro la carestia, unica speranza di riscatto.
Ma giustizia e perdono sono temi da calare e approfondire anche nella realtà
italiana, attraverso dibattiti ispirati a vicende della nostra storia recente
che hanno avuto risvolti personali complessi e drammatici: la storia vissuta
attraverso le esperienze, di giustizia e perdono, di cittadini comuni che,
drammaticamente ed involontariamente, sono divenuti protagonisti della cronaca.
Il rapporto tra giustizia e perdono nel mondo dell'informazione, accusato spesso
di dar vita a “processi mediatici” che conducono l'opinione pubblica a non
perdonare, anche laddove la magistratura assolva agli imputati.
Attraverso il tema
Giustizia e Perdono si cercherà, insomma,
di rinsaldare e riscoprire i valori fondamentali dell'evento celestiniano nella
loro valenza ecumenica e attuale e, al contempo, di
“aprire la Porta
Santa al mondo”, superando le barriere culturali e contingenti, secondo
l'esempio e la volontà di
Papa
Celestino V, dando all'evento legato al suo nome l'internazionalità che
è commisurata al suo valore e alla sua portata. La città dell'Aquila diverrà
il ponte teso tra il messaggio di Celestino e il mondo intero.
On. Massimo
Cialente
Sindaco dell'Aquila
Anna Maria Ximenes
Assessore Politiche Culturali
Comune dell'Aquila.
L'Arcidiocesi dell'Aquila
“Perdonanza” è una parola magica che ci riporta ad una
storia meravigliosa, iniziata nella città dell'Aquila nel 1294.
L'anno, cioè, in cui Pietro l'Eremita, strappato alla solitudine del monte Morrone,
diventò Pastore supremo di tutta la Chiesa con il nome di Celestino V.
E dal suo cuore trasfigurato dalla misericordia di Dio sbocciò questo fiore del
perdono e della riconciliazione, chiamato “Perdonanza”. Non dimentichiamo mai
questa origine, altrimenti svuotiamo il messaggio di Celestino. E, allora, in
sintonia piena con l'invito di Celestino, apriamo ancora una volta il nostro
cuore all'amore verso Dio e all'amore verso i fratelli. Lasciamoci contagiare,
ancora una volta, dalle parole che parlano di pace, di amore, di dialogo e di
perdono.
Soprattutto immergiamoci nell'amore di Dio per noi, solo così gusteremo la bellezza
di essere stati perdonati e diventeremo capaci di perdonare. Il nostro mondo,
pieno di giustizieri e di vendicatori, attende la buona notizia della tenerezza
infinita di Dio. Una tenerezza capace di infrangere la durezza di tutti i rancori,
di tutte le vendette, di tutte le sentenze che uccidono ogni germe di amore,
di conversione e di speranza.
Giuseppe Molinari
Arcivescovo Metropolita dell'Aquila
Coordinamento Lavori Comitato
Ho accettato con grande entusiasmo l'incarico di coordinare i lavori di preparazione
della Perdonanza Celestiniana edizione 2008; impegno che ho assunto difronte
al Comune dell'Aquila ed all'intera mia Città, che molto si attende dalla rievocazione
di un Evento che certamente è uno dei più importanti della sua storia.
Si trattava di recuperare credibilità e prestigio dopo gli accadimenti degli
ultimi tempi restituendo alla Perdonanza quella dignità estetica ed intrinseca
che è stata appannata e compromessa. Si trattava di costruire un'impalcatura
organizzativa, efficiente e trasparente, capace di porre in cantiere e realizzare
un programma dove fondere in modo equiibrato gli aspetti spirituali e religiosi
con quelli di contenuto laico, derivanti da quella audacia e forza politica che
L'Aquila seppe dimostrare nel rifiutare all'Autorità religiosa la consegna della
Bolla del Perdono di Celestino V, oggi gelosamente conservata nella Torre del
civico Palazzo. Si trattava di concertare una serie di manifestazioni religiose,
culturali e ludiche come fase propedeutica al grande e significativo momento
dell'apertura della Porta Santa:
Religione, Storia, Cultura, Tradizione,
Arte, Folcklore e quant'altro in un solo, grande Evento denso di emozioni
e di intimo valore spirituale.
Ho lavorato per tutto questo insieme ad un Comitato composto da persone qualificate,
competenti e sensibili, resesi disponibili a titolo completamente volontario,
che hanno operato in modo corale e continuativo. Qualcuno ha detto ed ha scritto
che questa edizione sarà una edizione “povera”. E' vero.
Questa è una edizione povera in quanto a denari, ma ricca di manifestazioni di
pregio il cui valore non è rapportabile in costi economici ma in riscontri di
grandi capacità culturali e quindi umane.
Abbiamo dunque voluto organizzare
una Perdonanza che riesca ad entrare
nel cuore e nell'animo anzitutto degli Aquilani che devono e possono
essere fieri ed orgogliosi che Celestino abbia donato alla nostra Città un bene
che è patrimonio dell'intera Umanità.
E' in questa direzione che io e gli altri abbiamo lavorato con umiltà, consapevoli
che al di là di una gestione organizzativa, questa sempre di passaggio, debba
invece restare ben radicata nel tempo la testimonianza del Patrimonio culturale
ed umano comune.
Carlo Mangolini
Coordinamento Lavori Comitato
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