La Perdonanza Celestiniana
23-29 agosto 2008
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L'Aquila, 23-29 agosto 2008 - 714 Perdonanza Celestiniana

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Ela Gandhi porterà un messaggio speciale su Giustizia e Perdono alla XXVIII Tendopoli di San Gabriele

Eventi Basilica di San Gabriele dell’Addolorata, Isola del Gran Sasso, (Teramo) - 28 agosto 2008, 11:00  Cartina dell'evento

Ela Gandhi, nipote del Mahatma Gandhi, è nata a Phoenix Settlement nel distretto dell'Inanda in Sud Africa. Negli anni Cinquanta, ancora giovanissima, affianca il padre ed altri noti personaggi del Sud Africa, tra i quali Nelson Mandela, nelle Defiance Campaigns, azioni di sfida contro l'apartheid e le sue leggi. Dopo essersi iscritta alla facoltà di legge ha poi conseguito la laurea in scienze sociali all'Unisa. Nel 1965 inizia a lavorare al Child Welfare, progetto dal quale sarà poi estromessa. In seguito trova un incarico presso il Verulam Child Welfare che manterrà per circa dieci anni. Nel 1970, per la ricostituzione del Nic (Natal Indian Congress), Ela fu nominata vicepresidente. Allo stesso tempo è membro del Comitato di supporto ai detenuti. Dal 1975 al 1980 le viene prima interdetta la libertà di partecipazione ai meeting, poi le viene impedito di uscire da un'area circoscritta ed infine viene addirittura messa agli arresti domiciliari dopo alcune ore di prigionia. Durante gli otto anni e mezzo d'interdizione, Ela lavora di nascosto alla creazione di una consapevolezza tra le classi meno abbienti e sostiene l'uguaglianza dei bambini indiani parimenti a quelli africani. Per Ela il momento cruciale per la storia del Sud Africa è la costituzione dell'Udf (United Democratic Front) di Nelson Mandela, che permise a tutte le etnie presenti nel paese di poter osservare la propria religione con gli stessi diritti delle altre. È stata l'unica donna, assieme a Mama Sisulu, ad incontrare Mandela il giorno prima che venisse scarcerato dalla prigione di Pollsmoor. Membro del Tec (Transitional Executive Committee) prima delle elezioni del 1994, è stata eletta nel Parlamento del Sud Africa. È stata anche direttore del quotidiano "Satyagraha - in pursuit of truth" di Durban, giornale che divulga notizie relative alle comunità di base e notizie che non si trovano facilmente su altre testate. Lavorando accanto a personaggi come Nelson Mandela, Ela Gandhi ha vissuto sulla propria pelle la drammaticità dell'Apartheid nel suo paese. Ha anche perso un figlio, nel 1993. "Siamo stati separati, divisi: istruzione, sanità, economia. Ovviamente tutto a vantaggio dei bianchi. Ci hanno detto che potevamo anche governarci da soli, però lasciandoci soltanto poche briciole per farlo. E tutto questo ha portato a conflitti, persone della stessa razza si sono uccise tra loro.
Poi nel 1994 abbiamo avuto il compito di riunire tutti i gruppi etnici, dal punto di vista delle leggi, della sanità, della scuola: un compito enorme. Ma è stato difficile guarire le ferite del passato, troppo profonde". Per cercare di farlo è stata creata la Commissione sulla verità e sulla conciliazione,presieduta da Desmond Tutu, in modo da ricomporre i traumi, creare un paese unito e rendere tutti orgogliosi di farne parte.
"Il problema maggiore - ha proseguito Ela Gandhi - è stato conciliare vittime e assassini. E' stato dapprima deciso di non rivelare i loro nomi, di chiudere il capitolo. Io invece avrei voluto incontrare colui che ha ucciso mio figlio, per chiedergli perché, con quale diritto lo ha fatto. Secondo me vedendo la loro faccia è più facile guarire le ferite, dimenticare. Alcuni lo hanno fatto, ma in molti casi questo ha fatto nascere la rabbia delle vittime perché gli assassini si sono mostrati arroganti. Qualcosa è stato fatto per ricostruire la comunità sudafricana - ha concluso Ela Gandhi - ma se prima non riconciliamo la nostra anima e saniamo le nostre ferite non saremo in grado di portare avanti questo processo".

Federico Taverniti
 
Agenzia di informazione - G.R.T.
Comunicato stampa
15/07/2005

 

 



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