Corde Vibranti tra le Culture
presentazione dell'opera musicale di Roberta Vacca "emme alla emme"
Il titolo "emme alla emme" esprime la "potenza" della musica che, mediante operazioni di proliferazione, la porta lontano dalle sue radici "elevandola" alla mente. Un titolo palindromo per un'arte che per eccellenza è dominata dalla dimensione temporale ed è segnata dallo scorrimento orizzontale. L'opera é resa uniforme da alcuni elementi: brani per piano solo e per orchestra d'archi, ad eccezione di quello posizionato al centro che include la voce; in tutte le composizioni, quindi, il suono è prodotto da corde vibranti (corde vocali, di metallo, di budello); tutti i brani, tranne "UNO", sono elaborazioni di frammenti provenienti da composizioni di altri autori, di diversi stili, culture ed epoche, anche lontane geograficamente e nel tempo... Diversi spunti di unità ma allo stesso tempo di varietà: corde vibranti del passato ed echi risonanti nella contemporaneità.
Roberta Vacca
C'è una componente fantastica e teatrale che domina nella musica di Roberta Vacca. Gli studi di composizione prima in Conservatorio e poi i corsi di perfezionamento all'Accademia Nazionale di S. Cecilia, la sintonia creativa individuata con compositori contemporanei tra loro assai diversi, sono altrettante tappe che hanno contribuito ad affinare l'artigianato musicale della compositrice aquilana, lasciando però intatto il suo gusto ludico nell'invenzione musicale, legato sempre a vivide immagini sonore, a stimoli letterari (Roberta Vacca è laureata in Lingue e Letterature Straniere), a surreali giochi di parole. Anche al di fuori del teatro musicale, spesso frequentato come genere, il testo letterario, la presenza della voce (parlata o cantata) sono tra le principali fonti d'ispirazione per la compositrice, come dimostra la sua scrittura che spesso traspone nel linguaggio strumentale le stesse assonanze linguistiche della parte vocale: una scrittura «scolpita per immagini» che costituisce materia narrativa, una trama caratterizzata da avvolgenti fasce sonore, cariche di tensione, piene di fremiti, a volte costruita intorno a nitide polarizzazioni tonali, con tracce melodiche ben distinte. In alcuni lavori sono precisi riferimenti a temi, autori, stili del passato (spesso richiesti dai committenti), a costituire il fulcro creativo della composizione, come un'eco lontana, ma che funziona anche come un efficace appiglio percettivo. Emerge il gusto ludico della composizione, la propensione, analoga ai giochi di parole, ad organizzare le strutture musicali in forme geometriche, ad indagare le possibilità degli strumenti nella loro interezza, a trasformarne, a volte, il suono attraverso originali tecniche di preparazione: contrasti che creano vividi effetti prospettici, di vicinanza e lontananza dei suoni, in un percorso musicale quasi carsico, dove ogni elemento, appena presentato, sembra subito scomparire per poi riaffiorare a distanza, come in una metamorfosi del suono.
Gianluigi Mattietti
da Roberta Vacca "emme alla emme"
CD monografico RAI Trade - Ducale RTC 019 (maggio 2008)