Intervento dell'Arcivescovo dell'Aquila
Mons. Giuseppe Molinari
Torna anche quest’anno la Perdonanza e, con essa, il messaggio sempre attuale di Celestino V, perché l’amore, la pace, la comprensione, la riconciliazione, la “convivialità delle differenze”, il perdono non sono il frutto di una moda, ma l’esigenza costante di ogni uomo e di ogni donna di tutte le epoche e di tutta la storia. Così, anche in questa 713^ edizione della Perdonanza Celestiniana, i gesti semplici e intensi dell’apertura della Porta Santa ci ricordano che Cristo è venuto a spalancare ogni porta sbarrata dall’egoismo, dal tornaconto, dall’interesse, dalla paura, dall’ignoranza. E da questo luogo splendido della nostra città parte un messaggio che travalica i confini delle nostre mura, della nostra città, della nostra nazione e raggiunge, come messaggio di speranza, ogni parte del mondo, specie quelle che sono vittime della sofferenza, della guerra e dell’odio.
La vera Perdonanza è una questione di “cuore”, nel senso che se ciascuno è disposto a far entrare dentro di sé l’Amore di Dio, allora la Perdonanza sarà stata davvero un evento riuscito. Come Cristiani e come uomini e donne “di buona volontà” non possiamo non credere e impegnarci per un mondo migliore. Un mondo che parte dalle nostre case, dalle nostre famiglie, dal nostro lavoro, dalla nostra città, dalle strade che ogni giorno abitiamo.
L’intercessione di San Celestino e della Vergine Maria ci ottengano tutto questo e ci spronino a essere testimoni credibili di amore, pace e perdono.
Mons. Giuseppe Molinari
Arcivescovo Metropolita dell’Aquila
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