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Papa Celestino V e la Bolla del Perdono

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La Bolla del Perdono


La bolla del perdono
La bolla del perdonoLa Bolla del Perdono.

Orazione di Celestino V
POTENTIA DE LU PATRE CONFORTA ME.
SAPIENTIA DE LU FILIU ENSENIA ME.
GRATIA DE LU SPIRITI SANCTU ALLUMINA ME.
K’IO TE POÇA AMARE ET TEMERE ET POÇA FARE LO TUO PLACERE.
MÉ POÇA SPREÇARE ET TENERE ME VILE.
E IN REU MORTALE NON POÇA CADIRE.
E LA VITA ETERNA NON POÇA PERDIRE.
AMEN

Orazione in volgare contenuta nel libro di preghiere di Celestino V, piccolo codice membranaceo della seconda metà del XII secolo, conservato nell’archivio del Museo Nazionale di L’Aquila.

La pergamena che reca il testo dell’indulgenza plenaria donata da papa Celestino V alla città e al mondo è oggi conservata nella cappella blindata della Torre del Palazzo Civico, ancora a ricordo del ruolo svolto dalla popolazione e dalle autorità civili di L’Aquila: essi protessero il prezioso documento dal tentativo di distruzione operato da papa Bonifacio VIII, che in tal modo voleva cancellare uno strumento tanto rivoluzionario nel suo valore politico e religioso, prodotto dal suo inviso predecessore.

L’autenticità della Bolla del Perdono, più volte messa in discussione nel tempo, fu confermata da papa Paolo VI che, nel 1967, all’atto della revisione generale di tutte le indulgenze plenarie, annoverò quella di Celestino V al primo posto dell’elenco ufficiale.

Il testo integrale della Bolla



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